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Responsabilità medica

Danni da parto: i diritti del bambino e dei genitori

Un errore durante la gravidanza, il travaglio o il parto può causare al bambino danni permanenti, come quelli da sofferenza o asfissia perinatale, e alla madre lesioni gravi. In questi casi hanno diritti sia il bambino, rappresentato dai genitori, sia i genitori stessi. Le regole hanno alcune particolarità, anche sui termini: conviene valutare il caso presto.

A cura dell’Avv. Massimo Calzavara · Aggiornato al 29 ottobre 2026 · Chi siamo →

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In breve

  • La struttura risponde a titolo contrattuale degli errori del personale (legge 24/2017); medici e ostetriche rispondono di regola a titolo extracontrattuale.
  • Il bambino agisce tramite i genitori; un’eventuale transazione per lui deve essere autorizzata dal giudice tutelare.
  • La minore età, di regola, non sospende la prescrizione quando il bambino ha i genitori come rappresentanti: i termini corrono.
  • I genitori possono chiedere anche il risarcimento di un danno proprio.

Quali danni

  • Al bambino: danni da sofferenza fetale o asfissia perinatale non riconosciuta o non gestita in tempo, lesioni da manovre durante il parto (ad esempio al plesso brachiale), conseguenze di un parto cesareo non eseguito o eseguito in ritardo.
  • Alla madre: lesioni durante il parto, emorragie non gestite, infezioni, complicanze non riconosciute dopo il parto.
  • In gravidanza: errori o ritardi nelle diagnosi e nei controlli.

Si valuta se la gestione della gravidanza e del parto è stata conforme alle linee guida e alle buone pratiche e se un comportamento diverso avrebbe evitato o ridotto il danno.

Chi può agire

  • Il bambino, tramite i genitori che lo rappresentano. Promuovere o chiudere con una transazione una causa per lui sono atti che richiedono l’autorizzazione del giudice tutelare (art. 320 c.c.).
  • La madre, per le lesioni subite.
  • I genitori in proprio: la Cassazione a Sezioni Unite (n. 9556/2002), proprio in un caso di invalidità del figlio dovuta ad asfissia alla nascita, ha riconosciuto ai genitori il risarcimento della sofferenza effettivamente provata; si aggiungono le perdite economiche, ad esempio per l’assistenza.

Termini

  • Diritti del bambino e della madre verso la struttura: prescrizione di 10 anni.
  • Danno proprio dei genitori: 5 anni; se il fatto costituisce reato soggetto a una prescrizione più lunga, si applica quest’ultima (art. 2947, comma 3, c.c.).
  • La prescrizione è sospesa nei confronti del minore solo per il tempo in cui non ha un rappresentante legale (art. 2942 c.c.): se i genitori lo rappresentano, i termini corrono normalmente.
  • In molti casi le conseguenze di un danno da parto si manifestano o si chiariscono nel tempo: la data da cui partono i termini va valutata caso per caso, senza attendere.

Documenti utili

  • cartella ostetrica e cartella neonatale complete;
  • tracciati cardiotocografici (CTG) e partogramma;
  • referti degli esami del neonato alla nascita e nei giorni successivi;
  • documentazione dei controlli in gravidanza ed ecografie;
  • successive valutazioni specialistiche e certificazioni sulle condizioni del bambino.

La struttura deve consegnare la documentazione sanitaria entro 7 giorni dalla richiesta, con eventuali integrazioni entro 30 (art. 4 della legge 24/2017).

Il percorso

  1. Raccolta della documentazione e primo colloquio con i genitori.
  2. Parere del medico legale, affiancato da un ginecologo e, per il bambino, da un neonatologo o un neuropediatra. Prima di incaricarli vi comunichiamo per iscritto i costi.
  3. Richiesta di risarcimento alla struttura e alla sua assicurazione.
  4. Consulenza tecnica preventiva (art. 696-bis c.p.c.) o mediazione, richieste dalla legge 24/2017 prima del giudizio.
  5. Autorizzazione del giudice tutelare per un eventuale accordo che riguardi il bambino, e giudizio civile se non si raggiunge un accordo.
Ogni caso è diverso: non promettiamo risultati. Il nostro impegno è una valutazione accurata della documentazione, fatta con medici legali e specialisti, e una risposta chiara sulle possibilità concrete.

Domande frequenti

Nostro figlio ha problemi dalla nascita: come capiamo se c’è stato un errore?

Serve una valutazione della documentazione della gravidanza e del parto, in particolare dei tracciati cardiotocografici e della cartella neonatale, da parte di un medico legale affiancato da specialisti. Non tutti i danni alla nascita dipendono da errori: il parere serve proprio a distinguere.

Possiamo aspettare che il bambino cresca per capire l’entità del danno?

È meglio non aspettare a raccogliere la documentazione e a valutare il caso, perché i termini di prescrizione corrono anche per il minore rappresentato dai genitori. La quantificazione definitiva del danno può poi tenere conto dell’evoluzione delle condizioni del bambino.

Chi decide se accettare un accordo per nostro figlio?

I genitori, ma l’accordo deve essere autorizzato dal giudice tutelare, che verifica che sia nell’interesse del bambino.

Anche noi genitori abbiamo diritto a un risarcimento?

Sì, per la sofferenza effettivamente provata a causa del danno al figlio e per le perdite economiche, ad esempio per l’assistenza. È un diritto proprio, con termini di prescrizione propri.

Quanto costa una prima valutazione?

Nel primo colloquio vi indichiamo per iscritto i costi delle fasi successive, prima di qualsiasi incarico. I pareri di medico legale e specialisti hanno un costo che vi comunichiamo prima per iscritto, e decidete voi se procedere. Leggete come funziona il compenso.

Pensate che il parto non sia stato gestito correttamente?
Alcuni termini e accertamenti sono brevi. Per una valutazione potete contattarci anche a distanza di giorni o settimane.
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